Il sabato

Da bambino e da ragazzino sapevo cosa fare al sabato. Già da quando mi svegliavo sentivo la pace e il riposo della domenica. Si andava a scuola, ma qualunque cosa si facesse era leggera. Alle elementari poi ci facevano fare l’ora di pittura al sabato. E non avevamo i compiti. E anche dopo, quando i compiti venivano assegnati non si facevano. E’ chiaro! La vera libertà era di sabato, nel sabato era contenuta anche la domenica. Di domenica era già troppo tardi per essere liberi. Per chi era obbligato c’era la Messa e, inoltre,  già incombeva con malinconia il lunedi. Fortunati quelli che avevano voglia e spirito di andare allo stadio, gli ultimi ruggiti prima di tornare a casa stanchi in attesa del lunedì. Fortunati quelli che riuscivano a non fare i compiti e non avvertivano quello spirito luttuoso impossessarsi di loro.

Al sabato si beve e si fa tardi perché non c’è il domani. Però, allo stesso tempo, vivere e stravivere di sabato poteva diventare un’imposizione. Non uscire il sabato sera per qualcuno era ed è un incubo.

Forse nei tempi di TV e musica andata a male non resta che uscire. La TV e la musica spazzatura sono le sole giustificazioni che portano a uscire.

Chi è abituato alla TV spazzatura è cresciuto con l’idea di uscire; chi non è mai stato abituato ai passatempi massmediatici è costretto a uscire.

Chi non ha vissuto la “spazzatura” o il disagio familiare e sociale, specie negli anni Settanta e Ottanta, la penserà forse diversamente.

I miei sabati infantili, invece, erano cadenzati, avevano degli appuntamenti fissi e casalinghi a cui non rinunciavo. E questi appuntamenti erano musicali e televisivi.  Nessuno ci pensa mai, ma la musica e la TV possono rendere davvero la vita più bella  o più brutta. Canticchiare una canzone tutto il giorno, averla nella testa è una delle più grandi gioie dell’esistenza. Oppure aspettare uno sceneggiato televisivo, un programma musicale fin dal primo mattino.

Il sabato era il giorno dell’ascolto dei dischi a casa degli amici oppure del cinema pomeridiano. Poi veniva il momento di fare il bagno e di lavarmi la testa. Con ancora il phon in mano accendevo la TV per seguire “Musica è”, che era il contenitore musicale delle 18 di Italia 1, sponsorizzato da “TV Sorrisi e Canzoni”, condotto da Fabio Santini. E poi si mangiava e c’era il varietà, la rivista. Dopo “Canzonissima” è venuto “Fantastico”, abbinato alla Lotteria Italia, in seguito Canale 5 aveva risposto con “Premiatissima”. Sempre musica, musica….la musica entrava e usciva dalle orecchie. E se non bastava si andava in discoteca, ma a ballare più che a sballare. Erano i balli e non gli sballi da capogiro. Il sabato era forse un giorno che ne conteneva cinque, peccato che durava sempre troppo poco!

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