Il mondo nell’orecchio

Una puntura. Una puntura acuta, profonda. Un ago che si assottigliava. Dentro il suo orecchio. Non c’era, ma era come se ci fosse. E nel frattempo sentiva dentro di sé un banco di nebbia che gli entrava dentro. Una nebbia rumorosa, che offuscava tutto, la mente, l’udito. Una nebbia che avanzava e avvolgeva il vestibolo interno del suo orecchio, mentre questo misterioso ago cercava di farsi strada, illuminando. Sulla cruna c’era un faro che infuocava le mucose fino alla gola. Camminava per la casa agitato. Il rumore dei piedi scalzi che sbattevano sul pavimento detonava nella testa: PUM, PUM, PUM. La voce era più forte, però non la sentiva in stereo, ma in mono. Aveva una cassa sola e la sensazione di sentire un disco con una cassa sola di un hi-fi. La nebbia rumoreggiava. A questo punto lui prese un antidolorifico. Dieci minuti dopo non sentiva più l’ago dentro di sé, mentre la nebbia continuava a rumoreggiare. Estenuato si mise il pigiama. Si coricò nel letto. Fu consolato al pensiero che l’indomani sarebbe stato a casa, non sarebbe uscito. Essere ammalato è l’unica consolazione della vita. E’ bello essere ammalato e non uscire di casa, col fisso pensiero che qualcuno si occupi di te. E’ bello far passare il tempo. Lasciare che il tempo che passi. Si sdraiò nel buio. Spense la luce. Un’altra nebbia, questa volta nera, si posò su di lui. Nel buio i rumori si amplificano. Quella nebbia rumorosa che aveva nell’orecchio ora si stava trasformando in vapore acqueo…..In un gorgoglio, ma un bel gorgoglio. Un gorgoglio felice, quello di una cascata. Un paesaggio medievale, uno stagno. E nello stagno esce nuda una ragazza castana, con i capelli pesanti e lucidi come liane. Cammina spostando goffamente le sue cosce per spostare l’acqua che la faceva avanzare. Poi finalmente trova la sorgente, apre la bocca e beve da quella fonte,si rotola e sguazza in quell’acqua ariosa e sgusciante. Ci si mette a cavalcioni sopra per farsi annaffiare. Sui suoi occhi azzurri si legge l’anima luminosa dell’orgasmo. “Ho Brooke Shields nel mio orecchio! Mi sto addormentando con il sesso di Brooke Shields nell’orecchio. Con gli occhi di Brooke Shields che sembrano cadere appesi a una corda, cadere nell’oceano dell’orgasmo” Tutta quest’acqua si catapulta nel mio orecchio. Ho paura che mi vada dentro il cervello. Ho paura”. Si gira e si rigira. Si stava rassegnando ad addormentarsi con uno stagno e una ragazza dentro l’orecchio. Ma poi come nella scena di un film, qualcosa stava cambiando. Di nuovo l’acqua si stava vaporizzando. E il gorgoglio nuovamente stava cambiando di stato,a  diventare questa volta un gas. SHHHHHHHH!!!! Un sibilo pungente, come il rumore della verniciatura a secco, il rumore di una bomboletta-spray. Due uomini in tuta bianca stavano dipingendo una parete. Questa volta aveva degli operai nell’orecchio e nel naso  il puzzo della vernice. Nell’anima il terrore di non riuscire a dormire, come quell’anno in vacanza, quando al piano di sopra in quel residence, alle tre del mattino, qualcuno entrava in casa e probabilmente invece di dormire faceva dei misteriosi lavori: spostava mobili e si sentiva sempre quel maledetto rumore della verniciatura a secco. Ridendo pensò che sarebbe stato meglio addormentarsi cullati dall’acqua del bidé di Brooke Shields, piuttosto che dagli odori e dai rumori di una bomboletta-spray. Chiuse gli occhi e pensò agli inconvenienti di essere ammalato. Dopo tutto ciò che è bello nasconde sempre i suoi lati negativi. Ma qui ora il dilemmma era serio: il suo orecchio doveva decidere se farlo addormentare insieme a Brooke Shields o a degli operai in tuta bianca.
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su email

Lascia qui il tuo commento

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: