Occhio alla critica: considerazioni sulle recensioni

Per capire un poeta, un artista […] ci vuole un altro poeta e ci vuole un altro artista […] La critica vive dalle 22 alle 24, cioè due ore la sera. Non puoi due ore la sera capire quello che invece io continuo a vivere ora per ora […]“

Fonte: https://le-citazioni.it/frasi/201987-carmelo-bene-io-non-ho-davvero-rapporti-con-la-critica-sono-l/

Parliamo oggi di un genere letterario che sembra impazzare sul web: la critica attraverso recensioni, di film, di libri, di musica e via dicendo.

Anche su questo blog troverai di in tanto in tanto articoli che parlano di libri o di film. Ma voglio precisare una cosa: non si tratterà mai di recensioni giornalistiche in senso stretto!!!!

Io scrivo già recensioni per il magazine Quarto Potere, ma in casa mia, ho scelto deliberatamente di non utilizzare lo stile giornalistico che principalmente viene usato per divulgare un prodotto artistico.

PERCHE’ NON AMO LE RECENSIONI?

La parola “recensione” etimologicamente, recensio, (censire qualcosa, nel significato di valutare per selezionare) dovrebbe avere l’obiettivo di analizzare un’opera artistica per poter orientare il fruitore alla scelta. Il proposito di fondo è lodevole, il giudizio critico è una forma di libertà. Oggigiorno lo scopo di una recensione cinematografica è quello di rendere noto il film al pubblico, in un’ottica di pubblicizzazione dell’opera.

Senza la critica giornalistica nessuno saprebbe dell’esistenza di un film o di un libro e nessuno nemmeno saprebbe in cosa consiste o di cosa tratta. 

Però, a questo punto è opportuno operare un’importante distinzione…..

DIVULGAZIONE O GIUDIZIO CRITICO? 

La divulgazione è neutra, si ferma allo spiegare le cose come stanno; se parliamo di critica teorica, questa potrebbe coincidere anche con l’analisi di un’opera e, in quanto scientifica, non può ammettere giudizi di valore (bello o brutto, interessante, scadente).

Ma noi sappiamo bene che i recensori, amano, talvolta, con un gusto un po’ sadico, stroncare un film o un libro, ossia rivendicare l’inferiorità (o la superiorità) di un’opera rispetto a un’altra.

Dei recensori ci si fida come ci si fida di un medico, in quanto esperti nel settore e, come tali, infallibili.

Il giudicare, inoltre,  diventa una manifestazione di libera espressione individuale, non biasimabile e tutelata dal diritto, almeno fin quando non si diffama. Tuttavia, il critico non nasce e muore da solo, segue un’istruzione, una teoria, una tecnica.

Il suo operare è comunque guidato da filosofie, consuetudini, regole e deontologie comuni.

E’ appunto su alcuni principi generali del suo operare che occorrerebbe riflettere, anche per dare la giusta risposta alla domanda posta inizialmente: la recensione non è divulgazione. 

RECENSIONE CRITICA O ANALISI?  

Il punto debole del critico giornalistico è appunto quella di non fare un’analisi del film o del libro, non c’è tempo, non c’è spazio. Però è anche vero che in fondo, come sempre più spesso avviene, è più che sufficiente fornire una sinossi del film. La parte “giudicante” però non è mai supportata da argomentazioni comprensibili a tutti, anche da chi non è nel ramo.

Affermare semplicemente che una “sceneggiatura fa acqua da tutti le parti” o che “il tale libro è il migliore della produzione di tale autore” , sono giudizi che lasciano il tempo che trovano e che non significano assolutamente nulla se il lettore non è un accurato esperto di letteratura o di cinema. Diciamo che come minimo un lettore per arrivare a comprendere il valore di una semplice recensione giornalistica dovrebbe avere visto tutti il film dell’attore o del regista in questione, per poter effettivamente appurare se il critico ha ragione in quel che dice.

Ma poi quale ragione? Nessuno potrà mai avere assumersi l’onere di avere ragione se non argomenta in modo approfondito le sue motivazioni. 

Di conseguenza il lettore-medio collezionerà una serie di confronti con più opinioni, e si farà un’idea sommaria. Se la maggioranza dei giudizi sono positivi si presume che andrà a vedere il film, in caso contrario ci sarà un allontanamento e una demotivazione. 

LE RECENSIONI POSSONO RENDERSI RESPONSABILI DEL FALLIMENTO DI UN FILM….. 

E’ proprio vero, soprattutto se il film è poco noto o non ha una grossa distribuzione. La critica non si sposa col marketing, ma è tuttavia ammessa. Ha scopi pubblicitari, ma disinteressati, a differenza della pubblicità vera e propria, dove nessuno vi dirà mai che un prodotto fa schifo. Possono verificarsi casi di film sopravvalutati che non piacciono al pubblico più popolare e che incassano perché li si va a vedere lo stesso o film sottovalutati che vengono disertati, ma che non lo meriterebbero.

Per fortuna sempre di più le recensioni sono fatte, anche via video, da influencer e cercano di avere finalità anche commerciali, salvaguardando anche l’opera. 

QUALI SONO I PRINCIPALI DIFETTI DELLE RECENSIONI?

  • Sono scritte da un solo individuo che non può essere imparziale. I suoi gusti, i suoi condizionamenti ideologici non potranno mai coincidere con la varietà della massa. Il giudizio non è oggettivo, non essendo analitico e motivato. 
  • La critica non è oggettiva in quanto risponde al momento storico,a stili e approcci differenti, a scuole teoriche. La critica delle fanzine non può essere assolutamente oggettiva. 
  • Le recensioni orientano il pubblico, ma senza criteri di marketing. Possono offendere, anzi, il lavoro, la fatica, le speranze di qualcuno. 
  • Il recensore è spesso un esperto, ma non si occupa direttamente di quello che tratta (non è uno scrittore, non è un musicista) e come tale il suo giudizio non può avere un valore assoluto.
  • Le recensioni sono la linfa vitale, il fiore del dibattito tra appassionati, ma alla fine si finisce per discutere su personali gusti estetici e questo non porta da nessuna parte.
  • La critica sembra avere intenzioni democratiche, ma in realtà è elitaria, si rivolge soltanto a chi comprende il cinema, la letteratura, l’arte.

RIASSUMENDO………..

SUL MIO SITO NON TROVERAI NULLA DI TUTTO QUESTO….IO PARLO SOLO DI FILM, DI SERIE TV, DI LIBRI CHE AMO E TE LI RACCONTO….. SARAI LIBERO POI DI NON AMARLI, MA NON SARO’ DI CERTO IO AD INDICARTI LA STRADA CON GIUDIZI NEGATIVI O DIFFAMANTI.

QUI NON SI GIUDICA, SI RACCONTA.  SONO UN ESPERTO SENZA CASA, IL CRITICO SENZA QUALITA’.

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